Dopo aver letto un articolo sullo stato dei film d’animazione americani qualche settimana fa, e dopo il pro-memoria involontario di Galli e Sandrrr a Storia della Comunicazione, ieri, per staccare un attimo il cervello dalla modalità depression, mi sono guardata Persepolis. Avevo bisogno di qualcosa che se proprio avessi dovuto tirarmi le paranoie almeno l’avesse fatto con l’attenuante dei personaggi in versione disegno animato. Perchè della gente in carne e ossa ne ho quasi piene le palle. Ma fortunatamente non è successo nulla di tutto questo, anzi, meglio. Parliamo un po’ della pellicola.
Nessuna menzione sugli attori di questo film per motivi evidenti, ma tra le voci per la versione italiana figurano Paola Cortellesi, Licia Maglietta (mitica in Pane e Tulipani, così come in Agata e la Tempesta), Sergio Castellitto (Paris, Je t’aime, L’ultimo Bacio) e Miranda Bonansea; cast decisamente d’eccezione per la versione inglese. Il film è stato scritto e diretto da Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi, la stessa che ha dato vita alla graphic novel dalla quale è tratto. È stato in lizza con Ratatouille per l’Oscar come Miglior Film d’Animazione (vinto poi da quest’ultimo), ed è stato nominato anche ai Golden Globes come Miglior Film in Lingua Straniera (vinto da un altro francese, Lo Scafandro e La Farfalla – uno dei prossimi nella mia watch list) e per la Palma d’Oro a Cannes. In compenso, sempre a Cannes, s’è portato a casa il Premio della Giuria, che comunque non è poco, e un sacco di giudizi positivi della critica. Base di partenza decisamente solida dunque.

